| La vita della prima barra: esche alternative |
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Con il termine di barra vogliamo indicare la prima ‘secca’ dopo il gradino di battigia, che in alcuni casi è divisa dal bagnasciuga da una lama, cioè una ‘pozza’ d’ acqua che con la bassa marea si isola temporaneamente dal mare lasciando appunto scoperta la secca. In questo micro habitat le specie che trovano rifugio e fonte di sostentamento sono molte e alcune di esse, se raccolte una volta in spiaggia, costituiscono delle ottime esche per insidiare le diverse specie, sia grufolatrici che predatrici. Ma non è tutto: gli organismi che vivono al di la del primo banco, nei fondali costieri, successivamente alle mareggiate saranno portati a riva e potranno essere utilizzati anch’ essi come esca. Nelle lame, aguzzando la vista e cercando di non sollevare troppa sabbia potremo avvistare e catturare, magari con l’ ausilio di un retino a maglia fine il gamberetto grigio di sabbia, in dialetto "skila" o "schia" (Cragnon cragnon), esca che anche morta è molto redditizia e di cui mormore e ombrine vanno ghiottissime ricordando che questo piccolo crostaceo è la preda abituale delle passere pianuzze in inverno.
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In quelle spiagge caratterizzate da dighe frangiflutti poste ortogonalmente rispetto alla riva potremmo catturare, proprio nei pressi dei massi che costituiscono la diga, il granchio verde di scoglio (Pachygrapsus marmoratus) o in dialetto "granchio orologio" che se privato delle due chele è un ottima esca per spigole, rombi, anguille e grosse mormore oltre che alle grosse orate, nel caso fossimo a conoscenza della loro presenza.
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Nelle lame, sulla riva e nelle acque antistanti la prima barra, soprattutto nella fase di bassa marea e di giorno potremmo catturare con facilità gli esemplari di un altro granchio, la gritta grigia di sabbia (Portunus holsatus) che nel periodo autunnale è, se privata delle zampe che terminano con la paletta e delle chele, nelle dimensioni medio piccole l’ esca migliore per insidiare i palombi che ne vanno ghiottissimi. Per catturarne molti basterà legare una sardina con del filo ad un piombo e calarla nell’ immediato sottoriva; dopo poche decine di minuti avremo molti granchi intenti a cibarsi della sarda e che una volta catturati potremmo conservare vivi in un piccolo secchiello con dell’ acqua.
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Raro ma ancora presente in buone quantità, il cannolicchio di laguna (Ensis minor) detto in dialetto "tabacchina" o "capalunga" rimane una delle esche principe. Ottimo sia a mare calmo che con mare mosso, con cui si possono insidiare grosse mormore, ombrine e orate a mare calmo o in scaduta e spigole, anguille e rombi a mare mosso. Nella sezione del sito dedicata agli inneschi troverete una vasta panoramica della procedura più indicata per innescarlo al meglio.
![]() E’ una conchiglia che di solito si trova in primavera, spiaggiata dalle mareggiate di fine inverno ed è piuttosto rara ma se avete la fortuna di trovarla intera e con il mollusco ancora intatto non spaventatevi per lo strano aspetto, è sicuramente una delle tre migliori esche per catturare le spigole in primavera in alto Adriatico, stiamo parlando del bivalve conosciuto con il nome dialettale di "capa rosa" (Solecurtus strigilatus).
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Nelle spiagge sabbiose è piuttosto comune e ad occhi poco esperti potrebbe essere confuso con una vongola: si tratta di un bivalve di cui vanno ghiottissime le mormore tanto che quando si catturano e si eviscerano si trovano molti resti di questi piccoli molluschi; si tratta di quel bivalve chiamato in dialetto "longon" (Venerupis aurea), che condivide l’ habitat con altri due molluschi, meno comuni ma altrettanto validi come esca da innescare per le mormore, la "capa bianca" (Gastrana fragilis) e la Loripes lacteus.
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Dicevamo appunto della vongola, nelle sue diverse ‘forme’, la "peverassa" (Chamea gallina), la "vongola verace" (Tapes decussatus) e la "vongola d’ allevamento" (Tapes phillipinarum). Sono tutte ottime esche da innescare cucite più volte sull’ amo. Certo che, in particolare per la Chamea gallina consigliarle per pescare ci sembra un po’ uno spreco, visto l’ effetto che fanno con degli spaghetti al dente. Sono comunque ottime esche.
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In quelle spiagge che presentano, anche al largo, banchi fangosi vive un altro bivalve conosciuto non solo in alto Adriatico ma anche in altre zone della penisola per le sue ottime qualità di innesco, di cui anche le spigole oltre alle mormore e alle ombrine vanno molto ghiotte, il mollusco chiamato in dialetto "capa de vale" o "capa tonda" o ancora "cuore" (Cerastoderma glaucum).
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Ultimo soggetto di questa breve panoramica è la "loca de fango" (Scrobicularia plana) che con il passare degl’ anni si sta sempre di più rarefacendo a differenza di un tempo che era molto comune. E’ un esca eccellente per le mormore e vi garantiamo che con questo bivalve otterrete catture costanti e di prestigio. Lo si raccoglie nei momenti di bassa marea e spesso non fuoriesce del tutto dalla sabbia. Nella sezione del sito dedicata agli inneschi troverete un ampia trattazione in proposito.
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All’ appello l’ occhio più attento noterà diversi assenti: il bibi, il gamberetto di scoglio, la cozza, la patella, la tellina. Alcuni li ritroverete nella sezione "esche e inneschi" o "tutto tecnica", altri non li abbiamo menzionati perché di essi non abbiamo nulla da dirvi per mancata esperienza, altri perché, come nel caso specifico della tellina, perché fanno maggiore figura in risotto o con gli spaghetti !
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